La vendita delle opzioni funziona?
Cosa vuol dire vendere opzioni?
E’ possibile vendere qualcosa che non si possiede?
Come tutti sanno nella finanza moderna è possibile sia acquistare un prodotto finanziario che venderlo anche se questo prodotto non è presente nel nostro portafoglio: in tal caso si parla di vendita allo scoperto, ossia si vende un bene che in realtà non si possiede incassando un premio, o meglio contabilizzando in incasso un premio che alla scadenza, se tutto va bene, diventerà nostro.
Si possono vendere azioni ma anche future e quindi opzioni.
Vendere allo scoperto o Scrivere una opzione put
Uno dei modi per investire in opzioni è quello di scriverle. In questo caso, si tratta di vendere un’opzione put allo scoperto. In cambio del diritto di vendere, l’autore dell’opzione riceve un premio. Il sottoscrittore ha ora l’obbligo di acquistare l’attività sottostante a un prezzo predeterminato (prezzo d’esercizio) a una data predeterminata (data di scadenza) nel caso di opzioni di stile europeo.
Vantaggi e svantaggi della scrittura di opzioni put
Il vantaggio è che lo scrittore riceve un premio: una compensazione per il rischio assunto. Se il prezzo dell’attività sottostante scende al di sotto del prezzo di esercizio, lo scrittore deve acquistarla a un tasso sfavorevole. Questo è uno dei principali svantaggi della scrittura di opzioni put.
Rischi della scrittura di opzioni put
Per spiegare meglio il rischio delle opzioni put, facciamo un esempio. Prendiamo un’altra opzione put su un’azione X con un prezzo d’esercizio di 30 €. Il premio che lo scrittore riceve è di 2 € per azione. Se l’azione rimane al di sopra del prezzo di esercizio per tutto il periodo fino alla scadenza, lo scrittore può trattenere il premio. Ma se l’azione scende al di sotto del prezzo di esercizio, lo scrittore subisce una perdita.
Ad esempio, se il prezzo dell’azione scende a 29 €, l’autore deve acquistare 100 azioni X a 1 euro in più rispetto al prezzo di esercizio. In questo caso, allo scrittore restano solo 100 € di premio. Se il prezzo dell’azione scende a 28 € prima della scadenza, lo scrittore non tratterrà nulla.
Dopo tutto, l’intero premio sale quando l’opzione viene esercitata. Se il prezzo delle azioni scende ulteriormente, la perdita aumenta. Tuttavia, esiste un limite massimo alla perdita. La perdita massima si raggiunge quando l’azione è scesa a 0 €, è il limite teorico e corrisponde in un certo qual senso al valore nozionale del derivato in questione.
Va da se che il rischio di vendere o scrivere una put è un rischio molto elevato, anche detto a perdita infinita.
A parere dello scrivente questo non è un modo saggio per fare finanza ed investire i propri risparmi.
La finanza moderna è prima di tutto il controllo capillare del rischio assunto, anche perché controllando il rischio si controllano i margini a garanzia delle operazioni credit (vendita di opzioni).
Si pensi di vendere una opzione put strike 4350 sul Mini Sp500 (distante circa il 6% dal prezzo) con maturity 101 gg (15/03/2024) al prezzo di 52,50 punti (premio di 2637.5$), ed un margine richiesto di 8.237 euro.
Se nel corso del tempo il sottostante dovesse compiere un balzo indietro del 6% circa e la put dovesse diventare ITM (in the money) il tutto con un sostanzioso aumento della volatilità implicita (+15%), la sola perita seppur momentanea in conto capitale si aggirerebbe attorno agli 8.300$ a cui si aggiungerebbe un cospicuo aumento dei margini a garanzia.
Questa è una sostanziale analisi del rischio vero della vendita in condizioni neanche tanto gravose.
Mi pare lecito porsi questa domanda: a fronte della possibilità di avere un premio di 2637$ posso avere un rischio di perdita pari a 8300 di loss momentaneo+15.000 di margini a garanzia che mi richiederebbero per il solo mantenimento della posizione una cifra paria a 23.000/25.000 euro?
E cosa succede se il sottostante continua a scendere?
Succede che il broker sarà costretto a chiudere la posizione addebitandomi una perdita molto significativa.
La domanda è: allora non si vendono le opzioni?
La vendita delle opzioni funziona ancora?
La risposta è Si, ma entriamo nello specifico.
Intanto sappiamo che vendere opzioni significa agire in maniera particolare su due greche ed ossia il Theta ed in Vega; la seconda dipendente dalla volatilità implicita.
Brevemente la volatilità implicita (implied volatility) brevemente denominata IV altro non è che il premio al rischio che i market maker attribuiscono alle opzioni.
Inoltre, la Vi è la volatilità attesa futura di una certa attività sottostante.
Ill guadagno consiste nella divergenza tra la Vi che i market maker attribuiscono alle opzioni in un determinato tempo e la volatilità della attività finanziaria sottostante che poi si verificherà
Non di rado specialmente in periodi di incertezza i market maker tendono a sovrastimare tale grandezza avendola sovrastimata.
Nella immagine sottostante vediamo come nell’ultimo anno i market maker abbiano per lungo tempo sovrastimato tale grandezza.

A questo punto appare chiaro che la vendita sistematica di VI può essere una valida metodologia di trading peraltro possibile solo con le opzioni.
come vendere volatilità implicita tenendo sotto controllo il rischio??
Il trader ‘professionista vende volatilità implicita con metodologia e regole rigide in modo da poter tenere costante il rischio
Una delle strategie più utilizzate per vendere volatilità in maniera professionale è una strategia chiamata mediata verticale che prevede la vendita di un contratto put/call nell’intorno dell’ATM e l’acquisto di due coperture OTM come si può vedere dalla immagine che segue:

-1 put 4500 a 80 punti e +2 put 4050 a 21.5
In questo modo anche se ci fosse un evento nefasto sui mercati la strategia godrebbe enormemente dell’aumento della volatilità implicita guadagnando come nella simulazione ben 1.087$ di at now.

La vendita delle opzioni funziona ancora?
La risposta è assolutamente si, ma deve essere fatta con professionalità affinché si abbia un corretto controllo del rischio dell’investimento.
